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Un metodo mnemotecnico di Portaleone

Fa tempo che ho conosciuto un psicologo scolare che mi ha raccontato come faceva per ricordarsi di tutti i nomi di alunni e pazienti. “Questo lo ho imparato in un corso. Al principio ero un po’ scettico ma dopo ho visto che funziona abbastanza.” Il metodo è semplice. Immagina che il tuo cervello è un appartamento con diverse stanze. Possiamo dire che ci sono tante stanze come le lettere dell’alfabeto della tua lingua madre. Nella stanza A, immagina una… una… Ananas e quando conosci qualcuno chiamato Alessandro, per esempio, te lo immagini con una ananas. Alessandro, A; A, Ananas. Sembra stupido? Forse! Però è interessante e utile per qualcuno. Ma non ho voglia di parlare qui sul metodo, no; voglio parlare dell’inventore di questo metodo.

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Abraham Portaleone, il suo nome ci da un indizio sulla sua origine, era italiano ma anche ebreo. Lui era l’inventore di questo metodo già menzionato. Ma che cosa fa interessante questo metodo dal punto di vista della cultura? La sua ripercussione nella storia gentile italiana. Con Cicerone s’inizia questa idea d’organizzare la conoscenza nello spazio e anche si pensa così nell’umanesimo. Giulio Camillo detto Delminio con il suo Theatrum Memoriae (Teatro della memoria) che si basa in una opera di Andrea Palladio, il Teatro Olimpico, un semicerchio, una visualizzazione della conoscenza. In quella stanza possiamo ordinare il caos, creiamo il nostro microcosmo. Portaleone prese questa idea d’una stanza virtuale, perché così si può visualizzare la conoscenza. Comunque Portaleone pensava che la Torah è tutto, che tutto è la parola di Dio e che il tempio funziona come un Teatro della Memoria.

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